Ho deciso di denunciare all’autorità giudiziaria i componenti dell’Authority per le Garanzie nelle Comunicazioni per il loro mancato intervento sull’attuale uso partigiano e criminoso delle televisioni. Mi riferisco all’attribuzione di spazi televisivi in modo prevalente a pochi fortunati esponenti di partito e all’esclusione quasi completa di altri, tra cui l’Italia dei Valori.
Una informazione falsata, come è quella attuale, sta trasformando delle libere elezioni in una farsa degna di Ceaucescu e di Pinochet. Senza una libera informazione non vi è democrazia, il risultato elettorale viene, come è ovvio, alterato.
L’Authority per le Garanzie nelle Comunicazioni non ha mosso un dito per dare esecuzione alla sentenza europea su Europa7 e spostare Rete4 sul satellite e ha invece sanzionato Anno Zero per un supposto mancato contraddittorio. Quanti voti sposta la propaganda di Emilio Fede, un direttore di telegiornale abusivo, cantore a tempo pieno di un aspirante premier che è anche il suo padrone?
L’Authority non sta facendo il lavoro per il quale è pagata dai cittadini italiani: vigilare sull’informazione. La mia denuncia, purtroppo, non avrà un esito prima delle elezioni. In ogni caso, questa Authority va messa in discussione subito dopo le elezioni.
E’ ormai diventata la foglia di fico di un conflitto di interessi gigantesco tra politica e informazione, un vero pericolo per la democrazia.

Pubblico anche una mia dichiarazione video registrata questa mattina sull’argomento. [www.antoniodipietro.it]

Chi ha seguito i telegiornali quest’oggi, saprà sicuramente che il problema rifiuti in Campania sarà una delle primissime questioni del quale il Cavaliere intende occuparsi.
Peccato che i telegiornali non ci abbiano fatto sentire le sue esatte parole. Non vi siete domandati il perchè?
Forse perchè i direttori si sono vergognati per lui e hanno intuito che far ascoltare agli italiani ciò che ha detto di preciso non gli avrebbe giovato poi tanto.
Non vado oltre, lascio parlare lui… a voi le conclusioni. Sulle sue perle (quando si pensa non possa fare di peggio…) e sull’ennesima omissione dei mezzi di informazione.

I giornali di Berlusconi attaccano, Di Pietro risponde:

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio  pensiero
con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure…

Articolo 21 della Costituzione Italiana

 Leggi e sottoscrivi l’appello

E’ sempre più frequente oggigiorno sentirsi dire da esponenti di spicco del giornalismo italiano, che le porcate rifilateci da taluni autorevoli telegiornali (e altri mezzi di informazione), fanno notizia e rientrano quindi nel diritto di cronaca.

Peccato però che il diritto di cronaca consista nel raccontare l’avvenimento di un evento di pubblico interesse. Ovvero:

Il Requisito dell’interesse pubblico è di difficile definizione ed è stato definito dalla giurisprudenza come l’interesse della collettività a conoscere determinati fatti che mostrino un rilievo sociale, politico, giudiziario e scientifico. Appare evidente che l’interesse pubblico non deve essere confuso con la mera curiosità del pubblico: per utilità sociale s’intende l’effettivo interesse a conoscere fatti di attualità che concorrano alla formazione delle opinioni, per poter meglio comprendere la società in cui si vive. (dal “Manuale di diritto dell’informazione e della comunicazione” di Sica-Zeno Zencovich)

Esempio concreto:

curiosità pubblica => non notizia, anzi BUFFONATA

interesse pubblico => notizia, quindi INFORMAZIONE

È il bugiardo più sincero che ci sia, è il primo a credere alle proprie menzogne. È questo che lo rende così pericoloso. Non ha nessun pudore. Berlusconi non delude mai: quando ti aspetti che dica una scempiaggine, la dice. Ha l’allergia alla verità, una voluttuaria e voluttuosa propensione alle menzogne. “Chiagne e fotte”, dicono a Napoli dei tipi come lui. E si prepara a farlo per cinque anni. Indro Montanelli

Intervista a Bice Biagi: Spero ci risparmi l’ennesima imbarazzante affermazione “sono stato frainteso”. Piuttosto chieda scusa per una persona che non c’è più.